| DA
UNO SCANTINATO DI VIA GALATA AL MUSEO DEL JAZZ | Nell'autunno
del 1964 nasceva in un vecchio scantinato di Via Galata, per iniziativa
di un gruppo di jazzmen capeggiati da Fausto Rossi, il Louisiana Jazz Club,
un nome mitico per tutti gli appassionati, destinato ad assurgere quasi
a sinonimo di "Jazz a Genova". Da allora e per tanti anni
i più importanti concerti di jazz sono stati o direttamente organizzati
dal Louisiana (l'elenco, dei "grandi" ospitati nel jazz club genovese
costituisce un prestigioso biglietto da visita) nelle sue varie sedi ( da
Via Galata a Palazzo Ducale e da quest'ultimo al cinema Ritz di Corso A.
Saffi) ovvero dallo stesso promossi. Pensiamo ai festival internazionali
organizzati ai parchi di Nervi ( a partire da quello del 1970 con l'orchestra
di Duke Ellington); all'Acquasola (Oscar Peterson); al teatro Margherita
(Hines, Gillespie, Mulligan,Gordon,
..); al teatro della Corte (Joe
Pass, Toots Thielemans, Count Basie Orchestra); al Politeama Genovese (John
Scofield e Max Roach); al teatro Carlo Felice ( dal Modern Jazz Quartet
alla Mingus Big Band). Senza dimenticare la Rassegna Internazionale
del Jazz di Sori, dove si sono esibiti, tra gli altri, Jimmy Smith, Kenny
Burrell, Ray Bryant, Ralph Sutton, Bob Wilber, Kenny Davern, Momty Alexander,
etc
.. Nel 1989 il Louisiana predisponeva un primo
progetto di Centro Studi di Musica Afro-Americana, che veniva successivamente
perfezionato e presentato alla Civica Amministrazione nel 1994, in concomitanza
con il trentennale di vita del club e contestualmente alla richiesta di
una nuova sede a seguito dello sfratto dai locali di corso Saffi. Progetto
che veniva più volte ripresentato nel corso degli anni successivi
ad altri assessori Repetti, Ferrari e Guala, ma che non riusciva ad andare
in porto per la difficoltà di reperire una idonea sede ovvero per
l'impossibilità di far fronte ad un onere economico insostenibile
(ci riferiamo alla soluzione propostaci dalla Porto Antico SPA). Il
progetto (che nel frattempo aveva ottenuto il patrocinio e anche un adeguato
sostegno finanziario da parte del Comune di Genova e della Fondazione Cassa
di Risparmio di Genova e Imperia, nonché una preziosa sponsorizzazione
da parte della Società AMGA) riusciva finalmente a concretizzarsi
lo scorso anno grazie al fattivo interessamento del Dr. Arnaldo Bagnasco,
Presidente della Palazzo Ducale SPA, il quale individuava tra i pochi spazi
ancora disponibili nel palazzo una "stanza" per il jazz.
Il che ha consentito al Louisiana di rientrare nel più prestigioso
palazzo di Genova, che aveva peraltro contribuito non poco a far vivere
in anni ( dal 1970 al 1983) in cui rappresentava per la città solo
un bell'oggetto misterioso. Mi sia infine consentito, in chiusura di
queste note, precisare che la realizzazione di questo Centro Studi e Ricerche
sul Jazz rappresenta per lo scrivente ( che per più di trent'anni
ha diretto, artisticamente parlando, il Louisiana) il coronamento di un
sogno da anni vagheggiato. La musica infatti passa e un concerto in più
ai centinaia organizzati nulla aggiunge al già ricchissimo carnet
del club e mio personale, ma il Museo ( così come lo abbiamo concepito)
resta a testimonianza di quasi un'intera vita dedica al jazz e a perenne
(questo almeno è il nostro auspicio) ricordo di quel che il Louisiana
ha rappresentato per la città di Genova. Giorgio
Lombardi
|